Spirit – Cavallo selvaggio (Spirit: Stallion of the Cimarron)
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Regista:

Kelly Asbury, Lorna Cook

Attori:

Nazione:

Usa

Anno:

2002

Durata:

78

Descrizione:

Spirit è uno stalone che vive nella selvaggia frontiera americana, il suo primo incontro con l’uomo non è dei più felici visto il suo spirito ribelle che lo rende indomabile, ma una profonda amicizia nasce tra lui e un giovane indiano Lakota di nome Piccolo Fiume. Durante il suo viaggio troverà anche l’amore di Pioggia una bellissima puledra pezzata….
Jeffrey Katzenberg, capitano della corazzata DreamWorks insieme a Steven Spielberg, lancia l’ennesimo film d’animazione “Spirit – Cavallo Selvaggio”, dopo i successi di “Shrek” e “Galline in fuga”.
Finiti i tempi dell’artigianato! Spirit, è un mix di tecniche digitali e di uno scaltro uso della computer grafica, senza abbandonare per questo gli stilemi e i temi tipici dei film di casa Disney e inoltre si aggiunge un ricercato formato Cinemascope e un lavoro incentrato sul widescreen che enfatizza le corse nelle vallate del West di bellissimi cavalli selvaggi, tra praterie e fiumi apparentemente incontaminati.Spirit è il capo branco di questi superbi equini, che combatte quotidianamente contro il cattivo uomo bianco e parteggiando gli indiani d’America tenta di ribellarsi all’asservimento cui sembra essere destinato. Un mustang ‘No global’, fiero della sua identità, invischiato in mille traversie nell’intento di farci commuovere e patire per le sua condizione di “svantaggiato”. Dotato di voce “umana”, affidata nella versione originale all’attore Matt Damon, il cavallo non riesce ad essere stucchevole, in primis, perché il lavoro totale dura 78′ minuti e poi perché lo spettatore, infantile e non, viene preso dalla bizzarra sindrome da “ultimo dei Mohicani”. Nella versione italiana, Zucchero Fornaciari cura le musiche, stando molto attento a non cadere nel ridicolo di chi tenta solamente di piazzare nuove canzoni sul mercato.Un progetto interessante, assolutamente da spirito natalizio, ma la novità dov’è? Nella semplificazione da cartoon, i bianchi sono tutti cattivi e predatori, gli indiani vessati e marginali, gli animali e la natura da “Casa nella prateria” sono l’emblema del bello e del buono. Detto ciò, l’unico vero problema resta quello del biglietto: in tempi di caro euro, una famiglia media con due ‘infanti’ a carico spende un bel pò di nuova moneta.

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