Acquistare un cavallo della scuola
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EW- (21)

tabrataFavola

Istruttore: Eh, le lezioni sono aumentate, abbiamo bisogno di un altro cavallo della scuola!

Presidente del Circolo: Lo pensavo anch’io. Ne facciamo venire uno in prova o hai qualcosa di conosciuto sottomano?

Istruttore: Mah, forse è preferibile farne venire uno in prova, che ne dici?

Presidente del Circolo: Ok, mi organizzo.

Il giorno seguente arriva uno splendido baio di 14 anni che messo in ripresa si dimostra perfetto. L’istruttore provvede all’acquisto di una nuova testiera. La domenica successiva si festeggia tutti insieme il nuovo arrivato.

Realtà

Dopo una litigata memorabile che vede piatti volare e porte sbattere con violenza il Presidente del Circolo capitola e acconsente all’acquisto di un nuovo soggetto per la scuola. L’operazione, visto il budget, si prospetta difficoltosa ma l’istruttore persevera nella ricerca, spinto da quella forza millenaria (leggasi disperazione) che da sempre fa girare il mondo.

Nell’ordine vengono visionati, in quanto spacciati per cavalli da scuola, i seguenti soggetti:

Un bardotto (bravissimo, ci metto sopra mio figlio di due anni),

Un criollo domato all’americana (Ma tanto è uguale, non cambia nulla),

Un trottatore appena interdetto dalle piste (E che ci vuole a mettere la sella?),

Una murgese indomita (E’come la madre, impara subito).

Quando l’istruttore è lì lì per buttarsi dalla rupe (con il pony, affinché il suo sacrificio non sia vano) appare il Messia che indica a pochi chilometri di distanza una cavalla in vendita. Una cavalla vera, una di quelle che in passato hanno persino fatto concorsi. L’istruttore di commuove. Poco importa che il venditore abbia un rapporto conflittuale con la sua fedina penale.

Domenica ore 7.00

Mi faccio coraggio e decido di andare a vedere la bestia. L’appuntamento con il venditore viene fissato tramite amici di amici di amici di un ex galeotto.

Mi accompagna una giovane allieva truccata quanto basta per far rallentare i camionisti e con un abbigliamento, per intenderci, stile Le calze a rete han preso già il posto dei calzettoni. E’ sbarcata al maneggio dopo una nottata trascorsa in discoteca: lei, previdente, ha pensato a tutto tranne che al cambio.

Dopo esserci perse appena una dozzina di volte arriviamo nei pressi della zona industriale di Sammichele, un ridente paesino dell’entroterra barese.

Su un vespino senza targa ci aspetta lui, il venditore. Lo si riconosce facilmente perché balzato più volte agli onori della cronaca nera.

Ci apre il cancello della sua sperduta villetta di campagna e ci fa strada come ogni gentiluomo che si rispetti, ovvero con l’aria di chi ha due mogli accoppate in cantina. Sbagliato. Una sola, miracolosamente sopravvissuta all’Incidente *.

Ci fa accomodare in giardino e dà ordine ad un ragazzino di sellare la bestia.

Con una eco più sinistra di quella del Krakatoa il ragazzino apre la saracinesca del garage e dietro una macchina d’epoca, accanto a due fusti di olio, spuntano due orecchie pelose. La sventurata è assicurata ad una mangiatoia artigianale (una vasca da bagno) con una catena di poco più corta di quelle in uso sul Titanic.

Qua – esclama il venditore con aria truce – non puoi stare sicuro mai.

La frase potrebbe anche essere interpretata come un oscuro presagio (soprattutto in funzione dell’abbigliamento della sventata che ho accanto) ma decido di essere, per una volta, ottimista.

La bestia, probabilmente chiusa al buio dalla scorsa estate, viene quindi provata sul vialetto di ingresso della villetta. Passo, trotto, galoppo e – dietro insistenza degli astanti – qualche piccolo saltino costruito con quelli che a prima vista sembrano gli scarti di una demolizione controllata (e a seconda vista i proventi di un furto).

Ma che venditore gentile e disponibile, ma che persona garbata… Tsk… L’avevo detto io: si sarà trattato sicuramente di un clamoroso errore giudiziario, ma tu vedi un poco la Madonna (nel senso che proprio ti appare, giusto in tempo per rammentarti che sei nell’isolata casa di campagna di un omicida mancato con una minorenne vestita come una star del Bagaglino, e stai saltando, con una cavalla rinchiusa da mesi in un garage, una crocetta costruita con due tubi innocenti sul vialetto di asfalto, e mannaggia alla miseria ladra mannaggia, tutto questo al corso istruttori AVREBBERO DOVUTO DIRTELO!!!!!).

*L’Incidente

Sembra che lui, pio uomo, scoperta la tresca della moglie con l’amante, si sia guardato allo specchio e abbia detto tra sé e sé: “bella stronza che è stata, mettiamoci una pietra sopra e non se ne parli più”. Solo che, evidentemente, non intendeva solo dal punto di vista metaforico perché aveva preso le chiavi della macchina ed aveva ripetutamente cercato di investire la bella stronza e l’amante, provocando l’intervento del proprietario del bar antistante che (guarda caso) era anche lo zio del travolto, immediatamente intervenuto (armato) a scongiurare l’Incidente.

Questo serva da monito a tutti noi. I panni sporchi non si lavano in strada.

Meglio in casa. Sua, per esempio, dove se per caso vi venisse in mente di aprire il frigo probabilmente trovereste una gamba nel congelatore.

Beh, comunque ne valeva la pena perché la cavalla è troppo brava.

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