Circolo Ippico Tabrata – La prima volta
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EW- (21)

tabrata

Mi ero dimenticata cosa volesse dire staccare per la prima volta un principiante dalla lunghina. Vabbé, più che dimenticare diciamo che avevo rimosso.

Come ce la raccontano:

L’allievo arriva con notevole anticipo al maneggio accompagnato dal papà che lo saluta con tenerezza all’ingresso:

Papà: Ci vediamo più tardi, tesoro.

Bambino: Certo Papi, a dopo, ti chiamo quando ho finito.

Il cavallo è già sellato dal fidato uomo di scuderia. Dai box l’istruttore e l’allievo raggiungono insieme il campo chiacchierando amabilmente.

La prima parte della lezione viene svolta, come le precedenti, alla corda. E’ una bella giornata invernale, il sole riscalda il maneggio ed il cavallo, paziente, si muove in circolo seguendo i comandi vocali dell’istruttore.

Gli altri allievi intanto proseguono il loro lavoro in sezione aspettando che il nuovo compagno si inserisca tra loro.

Dopo una decina di minuti il bambino viene staccato per la prima volta dalla lunghina e muove i suoi primi passi da solo. Si porta sulla pista e, in accordo con la voce sicura dell’istruttore, inizia a trottare in ripresa. Comincia così, con entusiasmo e passione, l’avventura equestre più bella di sempre.

Cosa succede davvero:

La lezione è alle 16 ma alle 16.10 ancora non si è visto nessuno. Mentre sei lì lì per dissellare la bestia, un’auto si ferma con stridore di freni davanti al cancello del maneggio. Ne esce un bambino infuriato che risponde per le rime ad un genitore ancora più incazzato. Sportelli che sbattono, imprecazioni. L’auto riparte sgommando ma dopo pochi metri si ferma di nuovo: dal finestrino abbassato a metà viene scagliato in direzione del bambino un frustino (a me è capitato di vedere lanciato anche un apparecchio per i denti ma voglio sperare fosse un caso limite). Il bambino arriva trafelato in scuderia e scarica la colpa del ritardo sul suo intero albero genealogico insultando uno ad uno i suoi rami.

Rimetti la testiera alla bestia e ti incammini verso il campo. A metà del tragitto sei intercettata dall’uomo di scuderia inviperito che, in un italiano stentato ma sufficientemente chiaro:

A) Pretende un aumento

B) Ti ricorda che l’aumento te l’ha già chiesto il mese scorso e quindi adesso vuole licenziarsi.

Per conferire maggior forza alle sue intenzioni sbatte per terra un secchio e una forca.

Richiamato dalle urla esce dalla club house il proprietario del maneggio e i due iniziano a litigare (in alcuni maneggi anche a picchiarsi, ma non lo diciamo).

Dici al bambino di non preoccuparsi ma lui ti risponde, tronfio: E chi si preoccupa? I miei a casa fanno di peggio.

Prosegui il tuo cammino verso il maneggio, nemmeno fosse la Via Crucis.

In campo trovi, nell’ordine: un cliente che sta girando alla corda, due che trottano affiancati sulla pista parlando tra loro, una che vaga al passo tra gli ostacoli litigando al telefono con il fidanzato. Metti in sella il bambino e ti chiedi perché, tra tanti lavori, proprio quello (ecco, appunto: PERCHE’?).

In un modo o nell’altro tu ed il bambino unite le forze per riuscire a far trottare il cavallo. Ti guardi intorno: perfetto, è venerdì, il venditore ambulante che passa con microfono e furgone non c’è, quindi si presuppone oggi sia il giorno giusto per staccare dalla lunghina l’allievo.

Gli hai già spiegato come girare, fermare e far avanzare un cavallo ma tutto questo non basta (nulla basta) perché c’è sempre qualcosa di nuovo che può accadere e lo sapete bene sia tu sia la bestia che, appena udito il click del moschettone, capisce di essere finalmente tornato padrone della situazione.

Nello stesso istante, infatti, succede che (a seguire un breve elenco di tutto quel che mi è capitato in un decennio di attività):

  • Un branco di cani forestieri ingaggia con il branco di cani nativi una sanguinaria lotta per il controllo del territorio;
  • Due auto si scontrano: le sirene della polizia si sommano a quelle delle ambulanze in un delizioso effetto Sanremo;
  • Passa una carrozza con corteo nuziale al seguito (W gli sposi);
  • Una baby gang di teppisti festeggia la fine della scuola con una batteria di mortaretti che farebbe l’invidia di Maradona;
  • Inizia un gagliardo spettacolo pirotecnico per omaggiare San Trifone, Santo protettore dell’istruttore **** (inserire rima piacimento);
  • Scoppia una litigata tra coniugi nell’abitazione attigua il maneggio: nella concitazione della discussione vengono lanciati dalla finestra mobili e suppellettili;
  • Scappa un cavallo dalla scuderia e arriva in campo galoppando pancia a terra;
  • Scappa il cavallo che girava alla corda;
  • Scappa l’istruttore urlando e strappandosi i capelli. No, questo non è ancora successo però a breve succederà, fidatevi. Prossimamente. Su questi schermi. Restate connessi.

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