Circolo Ippico Tabrata – L’amore ai tempi del cavallo
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EW- (21)

tabrata 

Di solito le persone normali si conoscono in discoteca. O al lavoro. Magari in palestra. Fanno due chiacchiere, si scambiano i numeri di cellulare, si rivedono. Parlano dei loro interessi, degli amici comuni, della loro infanzia. Nei casi piĂą felici fanno conoscere tra loro le rispettive famiglie, si sposano, si riproducono.

Questo, dicevo, le persone normali.

 

 

Lei e Lui frequentano il maneggio e, come buona parte degli psicopatici, al di fuori di esso entrambi hanno una vita apparentemente normale.

Si detestano per gravi e concrete motivazioni (un nettapiedi conteso, una fascia strappata, una lunghina dispersa) fino al fatidico giorno in cui il cavallo di Lei ha una colica.

Ma partiamo dal principio. L’istruttore arriva in scuderia e si accorge che il cavallo mostra qualche fastidioso doloretto. Decide quindi di avvertire all’istante la proprietaria. (Gravissimo errore: dovrebbe, piuttosto, contattare il veterinario e scappare in Polinesia ma queste sono consapevolezze a cui si giunge solo dopo decenni di pratica equestre).

Dopo 18 minuti e 20 secondi netti Lei, la proprietaria del cavallo in colica, annuncia il suo arrivo con una sgommata. Al volante c’è la mamma in pigiama, svegliata dalle urla della figlia e costretta a mettersi alla guida all’alba. La poveretta è, oltre che impresentabile, così frastornata da sbagliare manovra e ammaccare il parafango dell’auto. A questo punto viene allertato con una telefonata anche il padre, reo di essere rimasto a casa invece di correre al capezzale del cavallo.

Lei si dirige in lacrime verso il cavallo che appena la vede guarda sconfortato l’istruttore come a voler dire “Ma insomma, non solo sto male, anche questa adesso? Tra tanti proprio lei dovevi chiamare?”. L’istruttore ricambia lo sguardo quasi a volersi scusare.

In attesa dell’arrivo del veterinario i clienti esperti del maneggio si prodigano in consigli che spaziano dalle ricette della strega Amalia fino ai riti Voodoo: preparare un pastone con crusca (fa sempre bene), semi di lino, pipistrelli morti e olio di borragine, costringere il cavallo ad ingoiare olio di vaselina e infine (udite udite) solleticargli lo sfintere con un filo di paglia.

L’istruttore, per riuscire a restare calmo e zitto (e soprattutto per evitare di commettere una strage) decide di prendersi un ansiolitico.

Nel frattempo arriva Lui, fino a quel momento ritenuto un insopportabile cretino montato, e si avvicina premuroso. Lei, fino a quel momento considerata una odiosa bambina viziata, gli scoppia a piangere tra le braccia. Mentre l’istruttore ed il cavallo, nauseati, vanno a fare due passi, Lui porta Lei in Club house per farla calmare.

Entrambi si rilevano totalmente inutili e, visto che il veterinario tarda ad arrivare, l’istruttore è costretto ad annullare le lezioni per badare al cavallo.

In sottofondo alcuni stralci della commovente conversazione tra i due che amoreggiano tra le lacrime:

Lei (disperata): Ha defecato?

Lui (contrito): Un po’.

Lei (tremebonda): Si guarda?

Lui (con aria assai esperta): Sì, però ha fatto aria. Sai una cosa?

Lei (attenta): Dimmi.

Lui (con aria assai intelligente): Il mio aveva lo stesso strano modo di defecare e poi il nonno ha scoperto che aveva i vermi.

Lei (ammiratissima): Ma sei sicuro? Ma certo che non ti facevo così esperto.

L’istruttore intanto cerca di sottrarre dalla scorta del veterinario il Tanax per sopprimerli entrambi. La bestia nel frattempo si è del tutto ripresa, a differenza di Lei che necessita ancora di conforto. Il veterinario visita il cavallo, prescrive una ventina di flebo e presenta la parcella: la mamma di Lei ha un mancamento e chiama il marito. I due litigano platealmente al telefono. Si organizza una colletta per saldare il conto e all’istruttore viene chiesto di prestare la metà della somma. La mamma di Lei torna a casa per cambiarsi (non dimentichiamoci che è ancora in pigiama) mentre Lei e Lui

si fermano al maneggio tutto il giorno ad infastidire il cavallo.

In serata, rinfrancati dalla bella giornata trascorsa all’aria aperta, i due interdetti escono insieme: è nata una nuova coppia. Anzi due, considerando il cavallo e l’istruttore, attaccati insieme alla flebo e finalmente in santa pace. 

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