Da da umpa
FOR

EW- (21)

tabrata

Come ogni anno arriva il momento magico del rinnovo dell’affiliazione e, soprattutto, delle patenti. E come ogni anno manca all’appello qualcosa: un certificato medico, una firma, i soldi, il codice fiscale. Stavolta mancano tutte queste cose insieme e manca anche l’allieva, emigrata al Nord per motivi di studio. Peccato che il rinnovo della sua patente sia indispensabile per l’affiliazione 2011 (il sistema informatico Fise è organizzato secondo livelli di complessità crescenti, una sorta di caccia al tesoro telematica, per intenderci).

Lunedì. Ore 14.00

Io: Buongiorno. Sono Antonella del Circolo Ipp…

Signora: Senta facciamo una cosa, ora le passo mio marito.

Attesa interminabile e finalmente arriva il gentile consorte.

Io: Buongiorno. Sono Antonella del Circolo Ippic…

Marito: Comincio subito col dirle che non c’abbiamo un euro per pagare nulla, quindi tutta ‘sta cosa che sta dicendo non serve.

Io: No guardi che…

Click.

Lascio un attimo marinare gli insulti e richiamo. Paziente.

Io: Signora sono l’istruttrice di sua figlia, dobbiamo rinnovare la patente.

Signora: Di guida?

Io: No. Quella dei cavalli, ha presente? Ricorda che sua figlia frequentava un maneggio?

Signora: Ah sì, ma noi siamo sempre stati contrari.

Io: Ecco, perfetto. Purtroppo dobbiamo rinnovare la patente, ho già parlato con sua figlia.

Signora: Ahh. Lei è quella a cui devo portare i soldi e il certificato medico.

Io: Sì signora, (purtroppo) sono io.

Signora: Tutti questi soldi buttati.

Io: …

Signora: E vabbé, la chiamo domani alle 12 e glieli porto.

Io: Va bene, grazie, a domani.

Martedì. Ore 8.00

Squilla il cellulare.

Signora: Senta mi richiama?

La richiamo.

Io: Buongiorno signora, mi dica.

Signora: Vuol venire ora a prendersi i soldi?

Io: Dove si trova?

Signora: Sono al mercato a fare la spesa.

Io: Va bene, per fortuna è vicino, posso essere lì in 10 minuti. Dove ci vediamo?

Lei: Ora sono ai bidoni dell’immondizia.

Io (esterrefatta): Signora, non so dove siano i bidoni. Ci vediamo alla pasticceria in piazza?

Lei: Sì, va bene, ma prima devo andare a casa a prendere i soldi.

Io: Tra quanto allora?

Lei: Non molto, abito lontano, ma non tanto lontano.

Io (e vabbè, si comincia): Tra un quarto d’ora?

Lei: Comunque rimaniamo così, tra 10 minuti in pasticceria. Io sono una signora grassa.

Io: Capisco. Come è vestita signora?

Lei: Disordinata, così come mi trovavo a casa, con i capelli spettin…

Io: Signora!! Di che colore?

Lei: Ahhhh! Blu.

Mercoledì. Ore 9.00

Io: Signora buongiorno, sono Antonella, ci siamo viste ieri, ricorda?

Signora: Eh…

Io: C’è un problema, mi ha dato il certificato medico della sorella di Rebecca. Ha presente? L’altra sua figlia.

Signora: Non è possibile.

Io: … eh, guardi, purtroppo…

Signora: E ora? L’altra mia figlia non c’è.

Io (Sich): Non ha importanza, signora. Ha il certificato di Rebecca? Me lo vuole mandare via fax?

Signora: Ora vedo, un attimo.

Io: La richiamo tra dieci minuti, va bene?

Click.

Mercoledì. Ore 9.15

Io: Signora, sono sempre Antonella. Ha trovato il certificato di Rebecca?

Signora: Allora. Io qua non ci capisco niente perché queste sono due disordinate, comunque penso sia questo.

Io: Va bene, grazie, me lo riesce per caso a mandare via fax? Vuole il numero?

Signora: Un attimo che prendo la penna.

Attesa interminabile.

Signora: Mi dica.

Io: Allora. 080…. Me lo vuole ripetere?

Signora (dopo aver ripetuto il numero): Allora la faccio chiamare da mia figlia a questo numero?

Io: Va bene, ho capito tutto: quando posso passare a prendere il certificato?

Signora: Quando c’è anche mio marito.

Io (malimortà): Quando c’è suo marito?

Signora: Più tardi, stasera penso che torni.

Poi non chiedetemi perché sono nervosa. Piuttosto cercate una dimora di piombo dove io possa tumularmi in pace come si addice alle scorie radioattive.

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